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  • Margherita Pogliani

Rifletto per (ri)conoscere

Rifletto per (ri)conoscere. Per trasformare e attivare energia.

Rifletto come uno specchio: senza giudizio.

Cercando di rimandare ciò che non si nota a una prima impressione.

Ascoltando l’emozione dietro il detto o non detto, intuendo il terreno delle possibilità, dove non c’è io o tu, ma solo specchi uno per l’altro. Specchi di ciò che animiamo, elaboriamo, creiamo.

Fino a ieri cercavo disperatamente una definizione, un titolo, un ruolo. “Non serve”, mi diceva chi mi ama. “Sei luce. Sei energia”.

L'oscuravo per pura di perderla se l'avessi mostrata. La custodivo gelosamente, quell’energia, come se liberandola potesse dissolvere.

Ma specchiandomi in chi stimo, l'ho riconosciuta, liberata e attivata.

Intuendo chi sono o, meglio, come posso prendermi cura di me e del mondo che mi circonda ne ho scoperta la sfumatura. È energia riflessiva. Semplice, genuina energia riflessiva.

Les miroirs feraient bien de réfléchir un peu plus avant de renvoyer les images (Jean Cocteau)

“Gli specchi dovrebbero riflettere un po’ di più, prima di rinviare le immagini”.

Grazie, Maria Cristina per questo tua potentissima citazione. Come le altre, preziose, riflessioni che mi stimoli, d’altronde. Pura espansione di consapevolezza.

Sì, perché la consapevolezza serve, per quella che è la mia esperienza, a riconoscere la responsabilità di essere origine, di essere causa di comportamenti fino a questo momento inconsapevoli, guidati da mancanze e frustrazioni.

Di contro, conoscerli significa che posso provare a guidarli nel presente, grata del dono che mi stanno facendo. Perché mi permettono di andare oltre, liberando l'energia da quella carica di "dipendenza" per invertirla in indipendenza, da reagente limitante ad agente infinito, che opera, plasma il vuoto che lo circonda come materia creativa, non buco da riempire.

Guardarmi con uno sguardo inedito mi sta illuminando. Ogni incontro mi schiude possibilità che prima non avevo immaginato.

“Il mondo è il mio specchio”, era il cuore della meditazione di questa mattina.

Lo espando affinché diventi il mio vero e proprio strumento di trasformazione, per mostrare chi sono in questo momento, riferito a questa situazione, a questa ispirazione.

Perché, ammetto, mi anima in questa fase della vita la voglia di specchiarmi e specchiare, di condividere coscienza e libere riflessioni, di lasciare andare il bisogno di giudicare per aprirmi a un campo di infinite possibilità. Dove potremo incontrarci, come invitava Rumi, “al di là dell’idea di far bene o far male”.

Non sto più nella serachability, perché oggi la sento come una metrica che limita il mio spazio di ricerca. Esisto, al contrario, nella presenza della serendipità. Delle infinite possibilità. Che mi piacerebbe sfumare in serendeepity, riflettendo le nostre profondità.

Ognuno di noi viene a sapere ciò che pensa quando deve costruire una risposta a una domanda. Non voglio spiegare, né mostrare, ma semplicemente accompagnare (Maria Cristina Koch)

Che riconoscenza per queste riflessioni che mi aiutano a stare in un sistema di Rinascimento ed eduzione! A utilizzare il presente come strumento di trasformazione.

In fondo, “il presente nasce dal futuro”: posso dire come mi sento oggi, posso ricordare, evocare, desiderare. Ma sono sempre in trasformazione. Guidata al massimo da un’intenzione.


“Rifletto per trasformare ed espandere”: rifletto perché (ri)conosco che la vita è un'infinita serie di possibilità, tra cui scegliere quella che più ci conviene.

Abbiamo tutti sfumature diverse. Originali. Identitarie.

Scoprire i codici colore ci permette di usarli per definire, per reinventare.

Come? (Ri)conoscendo che la vita è a colori. Riflettendone le nuance per trasmettere sens-azioni, attivando trasform-azioni con co-relazioni.

Così il primo passo è stato scegliere di trasformare anche la mia presentazione social e professionale in un invito a specchiarsi con i colori che ci sono propri in questo frangente.

Tre sono le mie cromie dominanti, oggi. Il Fiore di Loto, rosa vintage: le esperienze passate mi hanno insegnato il valore del coraggio, del rispetto, della maternità, della riconoscenza, della passione per le connessioni di cuore, intrecciate con fiducia e cura.

Avvolgente, riflessivo è il mio presente color Ottanio: specchio di risorse emozionali per scoprire punti di vista alternativi e condividere idee ispiratrici e armonie d'insieme.

La mia intenzione è carica di energie luminose come la Neve, per trasformare la nostra vita in sfumature edificanti.

E tu, quali tinte vuoi riflettere?

Per me saranno comunque fonte di meraviglia. Perché specchio di relazione, strumento per riconoscerci, senza giudizio, nel potenziale che scegliamo di attivare.


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