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  • Margherita Pogliani

Trio (in)separabile


“I miei tre cuccioli hanno 5 anni e mezzo, caratteri diversissimi e simpatia esplosiva. Viola, domina il trio, con saggezza, perfezionismo, tipici atteggiamenti da bimba che vorrebbe già essere donna ma una tenerezza da bambola perfetta. Francesco, identico a Leonardo come aspetto ma opposto caratterialmente, è un pirata che nasconde un animo dolcissimo, precisino (fa costruzioni con Kapla incredibili!) e molto coccolo. Leonardo invece è il tipico principino ruffiano che con un sorriso e un "Come sei bella!" tiene il mondo ai suoi piedi!”


Esattamente dieci anni fa descrissi così la tripletta a una geniale collaboratrice che mi proponeva una rubrica di favole scritte su misura. Noomray era una neonata sartoria di fiabe ma già creava meraviglie on-demand rendendo protagonista di un libro personalizzato chiunque lo desiderasse. 

Donatella aveva avuto questa idea favolosa, ben prima che i grandi editori ne cogliessero il potenziale. “Uno scrigno emozionale all’interno del quale il Lettore-protagonista ritroverà una storia che gli farà rivivere le emozioni più belle della sua vita” fu e tuttora è la sua promessa.

Una promessa non solo mantenuta ma superata alla grande, perché rileggere dieci anni dopo il racconto pubblicato con il titolo “Viola, Francesco e Leonardo: un trio inseparabile!”, mi pervade di emozioni, stupore, gioia e gratitudine per la forza del desiderio. E della scelta di essere (in)separabili.


“Viola, Francesco e Leonardo passavano gran parte del giorno a guardare giù la vita sulla Terra, in quel miscuglio di colori, caratteristiche e particolarità che rendeva unico ogni essere umano. Loro tre formavano una squadra perfetta e da anni lavoravano insieme, affiancando il Signore delle Nascite, per aiutare i bambini a scegliere la propria famiglia e a saltare giù in quel mondo affascinante che era la Terra.

I tre aiutanti si assomigliavano molto, ma caratterialmente erano diversi e questa diversità faceva sì che ognuno di loro fosse assolutamente necessario per il delicatissimo compito che doveva svolgere.

Viola era il capo del trio: aveva soffici capelli biondi e grandi occhi chiari e quando sorrideva assomigliava ad una bambola perfetta. Lei era la mente del gruppo ed accudiva i bambini con l’amore di una mamma per aiutarli nella loro scelta. Si sentiva già grande, una donnina in miniatura...la cui risata argentina nei momenti di gioco svelava la sua vera età!

Se Viola era la dolcezza e la premura, Francesco, fisicamente identico a Leonardo, era l’architetto del gruppo con uno spirito da pirata! Lui dava ai bambini la grinta necessaria per affrontare il mondo e insegnava loro che avrebbero dovuto costruire la loro vita giorno per giorno, un po’ come faceva lui con i legnetti dei Kapla. Francesco aveva un animo molto sensibile e sapeva creare delle vere opere d’arte, le stesse che si augurava di vedere creare da ogni bambino nel corso della vita sulla Terra...qualsiasi fosse il materiale scelto.

Leonardo invece aveva un compito che all’apparenza poteva sembrare semplice, ma che in realtà non lo era affatto: lui doveva incoraggiare i bambini che stavano per fare il grande salto sulla Terra, aiutandoli a sentirsi pronti e ad essere sicuri della propria scelta. Il Signore delle Nascite sapeva che Leonardo era il re della parola giusta al momento giusto...infatti con una semplice frase dolce riusciva a cambiarti la giornata e dava ai bambini la fiducia necessaria per affrontare la loro nuova avventura!

Viola, Francesco e Leonardo erano bravissimi nel loro lavoro e si completavano gli uni con gli altri. I bambini che nascevano avevano bisogno di tutti e tre per compiere la loro scelta e il famoso salto. Un pomeriggio all’apparenza come tanti però, Viola cominciò ad osservare i bambini sulla Terra in compagnia delle loro mamme. Ne riconobbe diversi, li aveva preparati lei in persona. I bambini erano felici e coccolati dalle loro mamme, giocavano, si divertivano fra loro e crescevano sulla Terra imparando ogni giorno cose nuove. Nella mente di Viola cominciarono a rincorrersi un po’ di pensieri. Quando Francesco e Leonardo videro il suo cervellino che frullava alla velocità della luce si avvicinarono: “Che ti prende?” Le chiesero in coro.

“Ma voi non ci avete mai pensato?” Chiese Viola tamburellando con le dita sopra un grosso libro. “A cosa?” Chiesero stupiti Francesco e Leonardo.

“Ad avere una mamma e un papà tutti per noi...insomma, a nascere!”

Francesco e Leonardo si guardarono stupiti. “Perché, qui non stiamo bene?”

“Sì...-disse Viola cominciando a camminare in tondo-però mi chiedo come sarebbe, sì insomma, venir coccolati da una mamma, uscire con il papà a prendere un gelato, andare anche a scuola, un giorno, e imparare tante cose...”

“Fare costruzioni e sentirsi dire Bravo!” Aggiunse quasi soprappensiero Francesco con aria felice. “O avere una mamma a cui dire “Come sei bella oggi!”” Continuò subito Leonardo.

Tutti e tre si guardarono stupiti: “Allora volete nascere anche voi!” Affermò sicura Viola.

Leonardo e Francesco annuirono: “Sì!!!”

“E perché non ci siamo mai detti che questo era il nostro desiderio?”

“Perché se ognuno di noi scegliesse una famiglia in cui nascere...noi tre dovremmo dividerci” Disse Leonardo.

“Giusto, non ci avevo pensato...” Rispose Francesco.

“Ma io non voglio lasciarvi...” Affermò Viola abbracciandoli forte.

In quel momento il Signore delle Nascite arrivò alle loro spalle: “Sapevo che questo momento prima o poi sarebbe arrivato...quindi, credo sia arrivato il momento per voi di fare la Scelta!”

“Ecco, vedi, in realtà noi avremmo cambiato idea, se nascere significa dividerci... noi...”

“Che sciocchezze...e chi l’ha detto? Dovremmo solo scegliere una mamma e un papà che vadano bene per tutti e tre e che abbiano la forza e l’amore non per un bambino solo, ma per tre!”

Viola, Francesco e Leonardo si guardarono e i loro occhi sorrisero insieme alle loro bocche...” Questo significa che...”

“Certo, dovrete solo essere d’accordo sulla vostra famiglia!”

La scelta per Viola, Francesco e Leonardo non fu semplice. Mettere d’accordo tre caratteri così diversi sembrava impossibile, ma una mamma e un papà davvero speciali ci riuscirono!

Nove mesi dopo quella scelta nacquero tre bellissimi gemelli.

Viola, Francesco e Leonardo non erano riusciti a separarsi e il Signore delle Nascite li aveva accontentati per ringraziarli dello splendido lavoro svolto in tutti quegli anni.

Di solito si nasce con un biglietto unico, mentre i tre gemelli avevano avuto la fortuna di poter nascere insieme e affrontare la loro avventura sulla Terra in buona compagnia. Ora insieme avrebbero riso, scherzato, litigato, imparato...ma soprattutto, insieme sarebbero diventati grandi e avrebbero vissuto avventure straordinarie, perché Viola, Francesco e Leonardo da soli erano meravigliosi, ma insieme formavano davvero una squadra imbattibile!"

Fine


Fine o Inizio?

Voglio pensarlo come ®inizio di meraviglie per questo trio speciale e per chiunque sia alla ricerca dei propri ultrapoteri, perché è ora di riconoscerseli, questi benedetti unicum!

“Qualcuno ancora pensa che la diversità faccia male o divida, ma Viola, Francesco e Leonardo sapevano quale era la verità: unire le proprie diversità rende magici!”

Eccola qui, precisa ed illuminante come sopra: Donatella mi perdonerà, ma non ho resistito a saltare alla fine della versione inedita di un'altra breve favola che scrisse allora per i fantastici 3.

Il titolo è: Tre gemelli alla corte del re


"Il numero tre è il numero perfetto, si sa, e quando nacquero Viola, Francesco e Leonardo l’universo volle premiare quella nascita straordinaria assegnando loro un potere magico: avrebbero avuto il dono di portare gioia e allegria in ogni luogo e nel cuore di ogni persona.

Certo era un compito importante, ma i tre gemelli erano davvero bambini speciali:
Viola, che dominava il trio da vera capogruppo era saggia e perfezionista. Amava comportarsi già come una donnina in miniatura, ma era solo una bambina, talmente bella da assomigliare ad una bambola.

Francesco e Leonardo invece, i due ometti di casa, si assomigliavano molto fisicamente, ma non avrebbero potuto essere più diversi: Francesco era un pirata dall’animo dolcissimo, che non perdeva occasione per farsi fare un po’ di coccole dalla mamma ed era un vero campione con le costruzioni di legno.

Leonardo era il piccolo principe di casa con il dono di sapere sempre dire la frase squisitamente giusta al momento perfetto; con un semplice “Come sei bella!” riusciva a far cadere tutti ai suoi piedi.

I tre gemelli erano un’esplosione di simpatia, ma i loro caratteri erano diversissimi.

La caratteristica che avevano in comune però era quella di far ritrovare il sorriso a chiunque si sentisse triste, per questo erano davvero richiestissimi da grandi e piccini.

La notizia dell’esistenza del loro dono cominciò a spargersi e un giorno giunse all’orecchio di un vecchio re che governava un popolo che non sapeva più sorridere e in un regno in cui la gioia non abitava più, le cose stavano andando davvero male. La colpa era tutta di un tremendo incantesimo, scagliato dallo Stregone Nero.

Il perfido Stregone aveva scagliato un incantesimo su tutto il reame per evitare che le persone fossero felici e la ragione era semplice: lo Stregone Nero non era mai stato felice in vita sua e invece di provare ad esserlo, pensò bene di portare tutti nella sua stessa condizione. Il vecchio re, stanco di vedere il suo bel regno ridotto così, pensò che c’era un’unica soluzione: avrebbe dovuto far di tutto per far arrivare anche solo uno di quei tre bambini in suo soccorso.

La prima ad essere invitata nel regno fu Viola. La bella Viola si impegnò moltissimo per riportare la gioia, dando il meglio di sé, ma tutti i suoi sforzi sembravano non portare a nulla.

Il reame continuava a restare triste e buio. Viola non capiva cosa stesse succedendo.

Il re comprese che forse la dolce Viola non era sufficiente per combattere la magia nera di uno stregone così cattivo.

Decise allora di invitare anche Francesco.

Quando Francesco arrivò in aiuto di Viola si diede un gran da fare per riportare la gioia nei cuori di coloro che non la ricordavano più, ma neanche i suoi sforzi servirono a qualcosa.

Era arrivato il momento di far arrivare nell’antico regno anche il piccolo Leonardo.

Anche Leonardo se le inventò tutte per far tornare le persone a sorridere, ma nonostante il grande impegno, continuava a non cambiare nulla.

Viola, Francesco e Leonardo non riuscivano a capire come mai il loro dono non avesse alcun effetto contro quella magia.
Viola cominciò a pensarci seriamente, provando ad analizzare la situazione: prese carta e penna e provò a scrivere qualche possibile soluzione. Lei era molto precisa e non trovò metodo migliore per studiare a fondo il problema.

Dopo averci ragionato a lungo, decise che non avrebbe potuto essere altrimenti: “Se non riusciamo a riportare l’allegria in questo regno, dovremmo provare a impegnarci per risolvere i problemi dei loro abitanti, puntando su ciò che sappiamo fare!”

“Cosa intendi dire?” Chiese Francesco.

“Che ad esempio tu, Francy, sei bravissimo nelle costruzioni, vero?”

“Bè...sì...”

“Bene, potresti cominciare a riparare le case delle persone. Ogni persona che può abitare in una bella e calda casa è felice.”

Francesco sorrise soddisfatto: “Sì,questo penso di poterlo fare!”

“E tu Leonardo...tu avrai il compito di fare complimenti a tutti. Tu sai far spuntare il sorriso sul viso delle persone con una semplice frase!”

“Certamente Viola, nessuno ha idee migliori delle tue!” Leonardo non si smentiva mai... “E tu?” Chiesero in coro Francesco e Leonardo.

“Io...penserò a curare le ragazze di questo regno, a cucire loro dei bei vestiti, a truccarle e a pettinare i loro capelli...noi donne siamo più felici con una bella acconciatura e un bel vestito.”

Leonardo e Francesco si guardarono: se lo diceva lei!
Nei giorni successivi i tre gemelli mantennero fede ai loro propositi.

Viola aveva aperto un vero salone di bellezza nel quale ogni giorno curava personalmente tutte le fanciulle del regno, che lentamente ripresero a sorridere, non solo perché si sentivano belle, ma perché ognuna di loro si sentiva coccolata e per questo amata.

Francesco si era occupato di riparare tutte le vecchie case e con le costruzioni era riuscito a crearne addirittura di nuove, dando un tetto a chi non l’aveva.

Il giovane Leonardo aveva passato le giornate a fare complimenti a tutti, era un vero mago con le parole, facendo sentire chiunque migliore e più felice.

I tre gemelli, con il passare dei giorni, cominciarono a vedere un tenero sorriso rinascere sul viso di tutti gli abitanti dell’antico regno.

In breve tempo in quel regno ormai grigio tornò il calore, il colore e l’allegria.

La gente ricominciò a curarsi e a voler uscire, le persone non si ammalavano più ora che avevano case calde in cui abitare e tutti si sentivano migliori perché qualcuno aveva fatto capire loro quanto fossero speciali.

Il regno, prima fantasma, riprese a vivere.
“Ci siete riusciti, lo sapevo! lo dicevano tutti che eravate magici!” Disse soddisfatto il re.

I tre gemelli si guardarono di sottecchi. Adesso avevano capito quale era quel potere, quale era il dono che gli era stato dato alla nascita: da soli erano fantastici, ma insieme una squadra imbattibile! I loro caratteri così diversi insieme diventavano una tale potenza da sconfiggere addirittura la magia nera dello stregone più perfido che si fosse mai sentito.

Qualcuno ancora pensa che la diversità faccia male o divida, ma Viola, Francesco e Leonardo sapevano quale era la verità: unire le proprie diversità rende magici!"


Unire le proprie diversità rende magici... Volutamente ometto la parola fine, perché storie così non hanno fine, oltre a: "E vissero felici e contenti".

Scelte che valgono una vita. Diversità che danno senso. Unità che rende magici. Pazzesco quanto siano realistici, quanto siano attuali, quanto vibrino sempre all'unisono i messaggi che questi scrigni letterari contengono. Pura energia, speranza, possibilità.

Magia e possibilità siete stati voi, Viola, Franci e Leo. Voi con la vostra insaziabile voglia di essere unici, ma uniti nelle viscere.

Voi con i vostri dubbi, umori, furori.

Voi con la vostra sensibilità e impazienza.

Voi con i vostri limiti e i vostri talenti.

Voi. Semplicemente voi, co-protagonisti della mia vita, nell’abbondanza di uno smisurato e materno amore.

Con eterno e favoloso amore.


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