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  • Margherita Pogliani

Sorpresa!


Pasah in aramaico significa trapassare, passare oltre. I greci lo mutuarono come pascha, noi come Pasqua, dapprima giudaica poi cristiana, in una continuità di senso che inizio a percepire solo ora.

Solo ora prendo atto dell’importanza di guardare e andare oltre. Per rinascere.

Solo ora mi rendo che è una scelta sottesa a tre altre decisioni: lasciare un territorio conosciuto, affrontare paura e sofferenza, accettare il presente, spostando l’attenzione sulla presenza di spirito. Perché la presenza di spirito che per me significa non solo saper reagire o avere doti intellettive e ispirate. Presenza di spirito è per me saper cogliere lo spirito vitale che ci appartiene e ci alimenta, soffermandomi sulle piccole sorprese quotidiane.

Eccola qui, l’ultima sorpresa che mia sorella Susanna mi ha regalato (grazie!!!): una risata che supera ogni descrizione, un sorriso che scioglie il cuore, nella leggerezza di rispondere con allegria all’invito di esser seri. La reazione di Giovanni è una sonora risata. Lui sorride alla vita, perché si specchia in un sorriso. E si specchia in un sorriso perché lui per primo le sorride. Un circolo virtuoso di ben-essere.

Non importa chi abbia iniziato. Importa riconquistare la capacità selettiva di quando avevamo poco più di cento giorni di vita e manifestavamo apertamente la gioia di partecipare.

Guardiamoci negli occhi. Basta fare i seri. In fondo cosa ci guadagniamo a esser seri, musoni, frignoni? Meno di nulla, nel senso che andiamo in debito d’energia.

Suvvia, riappropriamoci di un po’ di spirito. Non più critico: abbiamo dato.

Riconosciamoci spiriti di vita, liberi, semplici, vivaci.

Riscopriamo le nostre convinzioni profonde e liberiamole dalle sovrastrutture in cui crediamo di averle cresciute.

Manifestiamo la nostra essenza, il nostro puro spirito.

Infantile? Ben venga! Quanto hanno ancora da insegnarci queste creature, il cui unico filtro è un pannolino?

Bando ai filtri. Bando ai giudizi. In fondo cosa abbiamo da perdere?

L’esperienza ci insegna che non sono le etichette a nutrirci ma l’empatia. Oltre le parole e i ragionamenti. È un dialogo che si manifesta in gorgheggi di cura attenta, tenerezza partecipe, pazienza generosa, presenza curiosa.

“Siamo felici quando la nostra interiorità corrisponde alla nostra esteriorità” (William Butler Yeats)

La risata del piccolo Giovanni mi incoraggia a esser felice perché mi sento finalmente libera di manifestare un’esteriorità che corrisponde alla mia interiorità.

Dicevano gli antichi che lo spirito irrorasse dal cuore e dal cervello tutti gli organi del corpo, animando le diverse funzioni vitali e provocando stati d'animo e sentimenti. Personalmente vivo lo spirito da idealista, come coscienza universale che si esprime nel reale. Mi rifletto in questo puro spirito, senza troppe riflessioni. Ne riconosco la ricchezza, anche solo per la possibilità di guardare l’altro negli occhi e sorriderci a vicenda. Lasciandoci magari andare a una risata liberatoria.

È incredibile quanto sia contagiosa e magnetica. Ed è incredibile quanto sia sempre alla portata di tutti, come le uova che cerchiamo, immaginandole nascoste chissà dove.

Sono qui, le nostre uova, qui davanti a noi. Guardiamo oltre le solite lenti: sorridiamo alla vita con la meraviglia di quando scopriamo una sorpresa fantastica.

Lasciamo andare ciò che ci appesantisce. Ridiamo al pensiero di esser seri a tutti i costi. Ritroviamo l’entusiasmo che ci lega, non con puerile superficialità ma con amorosa gentilezza, con consapevole leggerezza, con fiducia in questa Pasqua di pace e di rinascita.

Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno. (Pablo Neruda)

A tutti noi auguro, quindi, Pasqua ogni giorno. Non solo per trovare sorprese ma per rinascere, guardando in modo nuovo la vita. Con presenza. Di spirito.

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