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  • Margherita Pogliani

Poter condividere

Tonalità verde speranza. Profumo di fiori. Aria tiepida, accogliente.

A volte basta davvero poco per ricevere molto: uno sguardo, un invito gentile spesso schiudono boccioli di gioia. Gioia e (ri)conoscenza. Come attraversassimo lo specchio di un’adulta Alice, entriamo in relazione, autorizzandoci a poter condividere, per cogliere lampi di passato ed uscirne arricchiti. È un ritrovarsi prezioso perché inatteso, dove vibra connessione e troviamo un senso se scegliamo con cura come guardiamo. Attraversando lo specchio, letteralmente e simbolicamente, Alice inizia il viaggio avventuroso di chi, ascoltando frammenti altrui, svolge una ricerca necessaria a dare un significato alla propria esperienza e al valore stesso dell’errare, in ogni senso. Perché ogni fiore è unico, ma le sue radici si nutrono della stessa linfa di tante altre, condividendo segnali, come una lingua misteriosa ai più ma potente per chi la sente.


Mi affascina e mi accade sempre più frequentemente di (ri)conoscermi in una persona, in un oggetto.

Un riflesso inatteso, la voglia di soffermarsi un secondo più del dovuto, la libertà di avvicinarsi per vedere meglio. Spesso all'ombra di alberi in fiore guizzi di luce attirano la mia attenzione.

Tre anni fa era un prato che brillava sopra un tavolo: decine di foglie giacevano eleganti e splendenti quasi volessero invitarmi a fondermi nei metalli preziosi che li rendevano inimitabili. Erano avvolte da un morbido strato di oro e argento ma, sotto sotto, emanavano un'energia che si percepiva a pelle, un’unicità che non ammetteva repliche.

Lui era lì. Mi guardava. Mi illuminava con la sua luce. Aveva infinite venature che lasciavano intuire storie dense, leggere, radicate, volatili. Davanti c’era un messaggio:


Ginko Biloba, Simbolo di Potenza Misteriosa e ricca, dalle origini antichissime, dona prosperità, longevità ed energia a tutti coloro che la indossano.

Era, è una foglia. Una semplice foglia “compagna” di un altro esemplare molto simile ma non certo uguale, immortalata in una delicatissima pellicola d’oro. E di rame, ho scoperto dopo aver ho alzato lo sguardo, incontrato un sorriso e conosciuto un uomo gentile, attento che, per rendere eterne le delicate efflorescenze che la moglie raccoglieva, aveva inventato una patina che ne preservasse non solo la bellezza ma la natura stessa.

Il rame è uno dei migliori conduttori. E' conduttore d'energia. Positiva, direi, considerando la luce che pervadeva anche l'atmosfera di ieri, nel giardino di un'amica carissima. Un aperitivo al femminile, intenso e inebriante come non ne gustavo da tempo. Un momento generativo, rosa antico con sfumature di diversi altri colori, come le donne che ho conosciuto. Una melodia di pensieri ed emozioni condivisa, inaspettata e, forse per questo, fatata.


Da entrambi i vissuti ho portato a casa un profondo senso di riconoscenza e ricarica.

Riconoscenza perché la naturalezza ha prevalso sul formalismo.

Ricarica, perché l'energia era palpabile, desiderosa solo di esser condivisa.

Condivisione: eccola la parola magica! Con Internet le abbiamo ridotto il significato a una dimensione più concreta, mentre l’origine è intimo legame di incontro, separazione e visione. Con, di, videre: guardare, sapere, trovare insieme ma separati. Come quando conosciamo una persona, si inizia a chiacchierare, il tempo vola, e prima che possiamo rendercene conto notiamo assonanze, spiriti in relazione. La condivisione penso sia la declinazione più nobile della relazione, perché sottende la ricchezza di punti di vista diversi insieme all’opportunità di (ri)conoscere nell’altro da noi prospettive e orizzonti inediti.


Favorire relazioni generative e condividere gioie mi entusiasma, perché mi sento creativa come una bambina con le mani in pasta e al contempo carica di energia come una donna consapevole del bello che la vita può ancora svelare. In fondo è il modo di guardare che penso ci dia senso. È come se ci specchiassimo e dicessimo "Sawubona", che in zulu significa: “Ti vedo, e vedendoti ti porto in vita”.

Ti vedo con (ri)conoscenza è un mio “walking why”, anche nel lavoro, come dimostra ItalianCreation su cui ho investito molto, perché voglio continuare a entusiasmarmi con esempi vitali, coraggiosi, positivi.


L’iniziativa di ItalianCreators sta maturando: da pochi giorni è una nuova testata giornalistica che ho la gioia di dirigere. La celebro indossando gli orecchini-foglia di prezzemolo che ne rappresentano l’essenza.

Il ginko biloba, invece, lo dedico a tutte le amiche, passate, presenti e future che hanno la potenza intrinseca del verbo potere: essere capace di dire, fare, pensare, di mostrarsi, amarsi, trasformarsi.

Perché la natura trasformata in gioia evidente per me è pura alchimia.

È l’incanto di una forza conduttrice, attrattiva e vitale, che ci lega con la realtà. Permettendoci di (ri)scoprirci con autentica riconoscenza.

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