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  • Margherita Pogliani

Franco, come l'entusiasmo



Avvolgente, intenso, agrumato come l’essenza di zagara siciliana. Era franco, il profumo delle canzoni di Battiato. Franco, fresco e vivido, come l'entusiasmo dell’aria di prima mattina nei campi di cedri in fiore. Energico ma dolce: un connubio stridente che lui rendeva armonico.

Percorreremo assieme le vie che portano all'essenza I profumi d'amore inebrieranno i nostri corpi La bonaccia d'agosto non calmerà i nostri sensi
Tesserò i tuoi capelli come trame di un canto Conosco le leggi del mondo, e te ne farò dono Supererò le correnti gravitazionali Lo spazio e la luce per non farti invecchiare
Ti salverò da ogni malinconia Perché sei un essere speciale E io avrò cura di te Io sì, che avrò cura di te

“Ti salverò perché sei un essere speciale” mi ha sempre profondamente commossa.

Commossa per l’amorevole sintesi di un messaggio inespresso a cercare protezione.

Commozione per l’eroica volontà di sollevarmi in silenzio e pazienza.

Commossa per il sogno di boccoli e trame intessuti come un canto

Commossa per l’idealismo che rispecchia un coraggio favoloso.

Commossa per l’intimità struggente che sottendono le due lettere: “Ti”.

Commozione, perché è proprio una canzone che si muove con me. Come uno specchio, mi riflette sorpresa e toccata, viva e vera, una sensazione di riconoscente amore con quelle parti di me che desideravano solo vicinanza e comprensione. Un sentimento di complicità e d’identità, che trasforma ogni occasione in opportunità per essere migliori, soprattutto nella sofferenza.

Siamo tutti esseri speciali. Nasciamo bisognosi di cure, ci prendiamo cura, talvolta soffochiamo di cure.

Non ho imparato a superare le correnti gravitazionali ma nutro ancora “l’incantesimo che ama quello che non è”.


L'incantesimo Di perdute esistenze Che non saranno mai le speranze Di presenze intorno a noi

Che poesia i testi di Battiato.

Testi liquidi di follia consapevole, oserei dire.

Liberi da stereotipi, ricchi di sensualità, tanto da ammettere


E gira tutto intorno alla stanza mentre si danza, danza

Mi commuove (ri)scoprire ora su brani sentiti, raramente ascoltati.

I Mondiali dell’82 rimbalzano ancora oggi tra Capitani coraggiosi che incrociavo sui campi da tennis dove non cercavo un gol ma una battuta che attestasse la mia indipendenza.

Ha ritmato la mia gioventù, lasciandomi addosso note d’entusiasmo spensierato, tra le bolle delle medie e il mondo del liceo.


"Il mare nel cassetto" "Le mille bolle blu" Da quando sei andata via non esisto più "Il mondo è grigio il mondo è blu"
Cuccurucucu paloma Ahia-ia-ia-iai cantava

Quanti spunti di velata realtà. Di sottile e lucida consapevolezza…


Mr. Tamburino non ho voglia di scherzare Rimettiamoci la maglia i tempi stanno per cambiare Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro.

Siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro: quale verità!

Come innumerevoli altre rime che ascriverei nel novero della filosofia musical sperimentale.


Ancora un altro entusiasmo ti farà pulsare il cuore Nuove possibilità per conoscersi E gli orizzonti perduti non si scordano mai

Già, quanti entusiasmi, quanti turbamenti da quegli anni in cui tutto sembrava possibile e il suo contrario. Ogni scelta oscillava, i bisogni sgorgavano come fiumi in piena, gli echi dell’anima suonavano potenti nei sussurri del destino.


E ti vengo a cercare Anche solo per vederti o parlare Perché ho bisogno della tua presenza Per capire meglio la mia essenza.

Vero: ho bisogno della tua presenza, per capire meglio la mia essenza.

Ho bisogno di alchimie, di allusioni illuminanti, di senso e non senso, di trovare l’alba dentro l’imbrunire.

Cosa sto cercando di dire? Non importa. Le parole scorrono sulla tastiera come una cura profonda e spontanea. Una cura fine a sè stessa, per lenire il quotidiano. Senza scopo né motivo, per la semplice voglia di ringraziare una vita investita nella ricerca di un'anima errante, tra melodie gentili e versi immaginifici che oggi trovo abbiano molto senso.

Nella voce di un cantante Si rispecchia il sole ogni amata ogni amante Strani giorni, viviamo strani giorni

Innegabile. Ma, come ha concluso lo stesso "Popoeta":


Un suono discende da molto lontano Assenza di tempo e di spazio Nulla si crea, tutto si trasforma
La luce sta nell'essere luminosi Irraggia il cosmo intero Cittadini del mondo Cercano una terra senza confine
La vita non finisce È come il sogno La nascita è come il risveglio




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