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AnimAura

Immagine del redattore: Margherita Pogliani
Margherita Pogliani
5 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min

Sasso sole, AnimAura

AnimAura: anima e aura. La svelo in questa notte di novembre davanti al mare, con un vento frizzante che mi schiaffeggia la faccia.

Sono venuta su questa riva a fare la stellina con i pensieri. A farmi ricaricare da una forza che non chiede permesso a nessuno per esistere.

Io, stanotte, il permesso lo chiedo a me stessa. Tra l'1 e il 2 novembre. Per esistere intera. Per onorare la mia aura oltre a chi e ciò che mi anima. La vita, prima ancora della morte.

Lascio andare i morti.

Lascio andare chi è morto dentro.

Lascio andare chi porta morte.

Faccio spazio alla vita.

Faccio spazio al sole che si manifesta anche sulle pietre.


"Ma come fai?" Me l'hanno spesso chiesto.

"Di necessità virtù", rispondevo. Sorridendo. Beata...

Ma stasera, davanti a quest'acqua nera, la verità mi arriva addosso come un'onda: io non ho fatto di necessità virtù, ma di virtù necessità. Ho costruito baluardi. Ho eretto scogli.

Davanti a ogni ostacolo mi irrigidivo. Resistevo. E ne andavo fiera.

L'ex direttrice di Vogue e Vanity Fair. L'imprenditrice dei viaggi virtuali. La vedova che ha trasformato il lutto in un "lasciarsi in pace". La madre di tre gemelli fuori dall'ordinario. La donna impavida. La forza della natura.

Etichette. Patelle sullo scoglio. Si attaccano, fanno corazza, e dopo un po' non sai più dov'è la roccia e dove la conchiglia.

Mi stavano benissimo, eh. Davano lustro. Controllo. Sicurezza. E io là sopra a fare, programmare, preoccuparmi, pianificare. Un fare continuo che copriva il mio bisogno di essere. Uno scoglio bellissimo. Molto fotografato. Immobile.


Eppure, io mi chiamo Mar-ghe. Era scritto sul cartellino dall'inizio.

Nessuno me l'ha insegnato, a lasciarmi levigare. L'ho imparato quando il fare non è bastato più. Quando il corpo ha cominciato a dirmi, piano, cose che la testa non voleva sentire. Ho smesso di discutere con lui. Ho cominciato ad ascoltarlo: si stava sgretolando. Osteoporosi, tecnicamente, sfaldamento metaforicamente.

Così ho iniziato ad ascoltarlo, questo benedetto corpo che non mente perché è solo la mente che mente. E mi sono affidata ad anime sorelle che da tempo mi suggerivano di mettere a frutto i miei talenti, i miei poteri, le mie passioni folli, come “sentire le piante o i minerali”.

Mi sono affidata. Dapprima al Reiki: mani calde, silenzio, la sorpresa di sentirmi sciogliere senza dover spiegare niente a nessuno. Poi sono tornata con la memoria aa Maui, dove ho vissuto l'Ho'oponopono. Quattro frasi, semplicissime, che io ripetevo da sola, ad alta voce, davanti all'oceano, finché non sono diventate vere. Mi dispiace. Perdonami. Grazie. Ti amo. Poi i cristalli, le piante, gli elementi naturali. Poi i Registri Akashici, che oggi facilito: un modo di porre domande all'anima senza pretendere risposte.


Non le ho studiate per venderle. Mi sono arrivate e le ho usate su di me. Nei giorni in cui le parole non bastavano. Quando tenevo insieme tutto, e non sapevo più chi tenesse insieme me. Mi hanno restituito una cosa semplice: la flessibilità. Questa è Positive Agility. L'acqua che trova la strada. Non si rompe, si adatta.

E a casa, intanto, ho avuto i miei maestri. La cana, il gatto, la coniglia d'angora. Tre caratteri, tre paure, tre modi diversi di chiedere aiuto. Tre gemelli che mi hanno insegnato che l'essenziale si capisce quando nessuno parla. Un tremito. Uno sguardo. Un silenzio insolito. Un rifiuto improvviso. Il corpo parla sempre. Prima delle parole.


Sotto i piedi, ora, sento i ciottoli della riva. Erano scogli, una volta. Poi è arrivata l'acqua. Non li ha spezzati: li ha levigati, uno a uno. Nessuno ha smesso di essere roccia. Hanno solo smesso di avere spigoli.

Per trent’anni ho tradotto la complessità in contenuti, per dare a ognuno uno strumento con cui trovare la propria voce. Il gesto non è cambiato. Il mare, d'altronde, non separa. Collega. Ogni riva ha un'altra riva dall'altra parte, e in mezzo c'è sempre acqua.

Ecco cosa sono: mi sono riconosciuta facilitatrice di connessioni.


Da tutto questo nasce AnimAura.

Uno spazio naturale. Non ha porte, ha maree. Per ora vive in presenza e a distanza, tra una stanza e uno schermo, mentre sto ancora costruendo la sua casa sul web. Non ne ho mai parlato. Non l'ho mai lanciato. Stasera, sulla riva, lo dico per la prima volta.

E confido che in tanti sappiano andare oltre le ideologie e le credenze. Per lasciarsi guidare nei territori naturali delle sensazioni. Del corpo, che non mente. Delle emozioni. Dell'aura. E - perché no - dell'anima.


Il primo e più istintivo approccio si rivolge agli animali. Al cane che trema in macchina. Al gatto che non accetta il neonato appena arrivato. Al vecchio compagno che rallenta. A chi, dopo un trasloco o un lutto, ha perso la sua serenità. Mi siedo accanto. Non pretendo nulla da lui. Ascolto la sua aura con il Reiki, con i cristalli, con la dolcezza dell'Ho'oponopono. E imparo, insieme a chi lo ama, a leggere quello che ci sta dicendo. Quello che sta soffrendo, alleggerendogli le sensazioni.


Continua con le famiglie. Un fratellino in arrivo. Una separazione. Un cambio di vita. Un figlio che non ti risponde più. Un’alfabetizzazione delle emzoioni, per riconoscere le proprie e quelle dei più piccoli. Dalla rabbia che stringe le mani. Dalla paura che irrigidisce le spalle. Dalla gioia che apre il petto. Impariamo a dargli una forma e un posto, con il respiro e con il colore. Tutti lo sentono. I figli in primis, perché ci sentono sempre più di quanto ci ascoltino.


E, infine, facilito le persone. Chi è a un bivio. Chi è stanco in un modo che il sonno non cura. Chi ha perso il filo con la propria guida interiore. Qui entrano i Registri Akashici, i minerali, le piante, i simboli. Un silenzio ben tenuto. Un piccolo rito da portare a casa: un sasso alleato, un'essenza, una frase.

Io ascolto. Poi vediamo cosa serve. Perché ogni storia è a sé. Non esistono pacchetti già pronti sul fondale. Non prometto miracoli: offro presenza. Non sostituisco nessun medico, nessun veterinario, nessuno psicologo: cammino accanto, con quello che so fare e che prima di tutto ho fatto su di me.


Insomma, ho tolto le lettere dure della R-esistenza. Ho lasciato che il mio Mare interiore, colorato di talenti, accoglienza, compassione, agilità emotiva, si prendesse tutto lo spazio.

Ci si reinventa per necessità. Per curiosità. Per una gratitudine enorme verso questo Creato.

Stasera la marea si ritira dallo scoglio. Lascio andare l'armatura.

E mentre lo dico, il cielo si stacca dall'acqua. Arriva il sole. Si posa sul mare e ne fa una strada: una striscia di luce, dritta fino ai miei piedi. Tra i ciottoli, uno prende la luce di taglio. Le sue venature bianche sono i miei raggi di sole, di chiarezza.

Non ci sono più paratie. Solo mare aperto, e un orizzonte che non finisce.

Accetto la Meraviglia.


Mare-Marghe. Facilitatrice di connessioni. Di Positive Agility. Di relazioni sane e sostenibili: che siano anime, animali o familiari, eccomi!

Se senti che qualcosa, nella tua vita o in quella di chi ami, chiede di essere ascoltato, scrivimi in privato. Fissiamo un primo incontro, in presenza o a distanza, senza impegno. Una chiacchierata sulla riva: capiremo insieme di cosa ha bisogno la tua storia, e se camminare insieme ha senso.

Perché, in fondo, siamo – per fortuna – in molti pronti ad “a-mare”

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©MargheritaPogliani 2019

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