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  • Margherita Pogliani

2022: tripletta di gemelli

Una tripletta di gemelli: non male, vero? Non mi riferisco tanto a Viola, Francesco e Leonardo, quanto al 2022: una tripletta di gemelli danzano intorno al cerchio del secolo, come volessero elevarsi a potenza.

2 2 2: dicono che il “due porti con sé un’innata e profonda energia femminile caratterizzata da un forte magnetismo, da una caparbia ricerca d’armonia guardando entrambi gli aspetti di ogni cosa”. Aggiungo che, se imparassimo a uscire dal dualismo potremmo anche ritrovare la melodia della dualità, simbolo di relazione, intimità e partecipazione.

In più c’è lo O, che è tutto fuorché uno zero assoluto. Sembra, addirittura, sia il più potente dei numeri perché rappresenta il Punto Zero, quella zona che ci apre infinite possibilità, con la dinamicità della vita che si muove in cerchio”.

Ha senso? Voglio crederlo, specie di questi tempi che sembrano piegarci ed esaurirci alla ricerca di un senso che forse non troveremo mai.

Forse è la volta buona di iniziare, nel senso letterale: iniziare a camminare, andare dentro, entrare.

“In ire” presuppone la scelta di muoversi, cambiare posizione, capire dove sto entrando e dove voglio andare.

Ora, darsi una mossa mi sembra inevitabile per cambiare posizione e uscire da questa doppia pandemia di Covid e di depressione. Sì, di depressione dilagante, altro che grande depressione. Un cratere fumante, che fonde ogni possibilità di visione, per paura, vergogna, senso di inadeguatezza.

Sfiducia: sento tanto vuoto, apatia, malessere in primis nei giovani, nei giovanissimi, incapaci di sognare ormai alcunché.


Si è rotto il mondo, la luce delle scale Il gusto dei sapori, la voglia di giocare Si è rotto il sogno, si è rotto all'improvviso Quando guardavo il mondo che mi baciava il viso

(Mannoia / Lotterini / Capezzone)


Si è rotto inevitabilmente il sogno del “volere è potere”, che ci ha costretto come variabili impazzite a trovare risposte prima ancora di porsi le domande. Prima ancora di sognare cosa volevamo veramente.

Leggo che “un grande ostacolo che impedisce alle persone di sognare i propri sogni è di essere ancora bloccate nei sogni degli altri. Questi sogni estranei ci tengono così occupati che crediamo di non avere tempo per i nostri: "Non appena ci sarò riuscito", "Ma prima devo..."

Perché crediamo che i sogni degli altri siano più importanti dei nostri?

Perché per non scontentare nessuno preferiamo che ogni nostra singola "parte" ci mangi in testa, più che usare la testa. Perché preferiamo dare all'altro la responsabilità di un sogno che non siamo sicuri di realizzare. Perché guida il cervello, più che il coraggio. Guida la performance, più che l'ispirazione. Guida il misurarsi in confronti svilenti, oltre che sfinenti. Guida lo scontro, più che l'incontro.

Guida l'io-loro, il bianco-nero, il passato-futuro. Prevale tutto, fuorché un "noi" al presente con tutte le sfumature che possiamo azzardare. (R)esiste il dualismo, l’opposto della duplice alleanza che quel trattino in mezzo potrebbe indicare. Giano bifronte lo usa come una lama appuntita, in grado di esaurire noi e i nostri figli più di noi, in una lotta perenne per dimostrare che possiamo sempre vincere, mentre nel frattempo ci dissanguiamo…


Forse, quindi, è proprio giunto il tempo di cercare un equilibrio in quel trattino che divide ma può anche unire rafforzando entrambe le parti. Può stimolare confronti, più che affronti, con coraggio di metterci a nudo, più che corazzarci.

Può spingerci a cercare il nostro unicum, il nostro “punto zero” per viverlo come uno spazio tondo che ci mette in relazione, uscendo finalmente dall'identificazione - propria della natura umana - di un nemico quasi sempre esterno. Voglio allora interpretare quel trattino come lo stesso filo che forma lo zero del 2022: il filo del cuore, cui non si comanda.

Il filo di scelte e pensieri consistenti, più che resistenti.

Il filo doppiamente intelligente, perché è il sistema nervoso del cuore, in grado di imparare, di prendere decisioni indipendenti, di interagire con i campi magnetici di tutto il corpo, per cui è responsabile anche del pensiero, della memoria, della consapevolezza e dell’immaginazione.

Potente, vero? Invita a guardare insieme questo 2022 come il filo che lega a doppio nodo i nostri triplici cervelli, di testa, cuore, pancia.

Ci spinge a mettere i piedi a terra, a fidarci del cuore e a usare la testa per sognare infinite possibilità, oltre ogni pro e ogni contro. (Ri)partendo, naturalmente, dal Punto Zero.

E nel tempo che rimane Io so che ancora vale Amare un po' di più
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